Vestiti

Vestire il bambino a cipolla: ogni strato ha il suo compito

Lo strato di base copre la pelle, quello intermedio scalda, quello esterno ferma vento e pioggia. Nei giorni miti spesso ne bastano uno o due.

Tre piccoli capi da bambino stesi su un filo, dal più sottile al più caldo

Di cosa parla

A sentire i consigli dei negozi di montagna, vestirsi a cipolla sembra la preparazione per una spedizione sulle Alpi. Davanti alla cassettiera, con un bambino che si dimena, solo a pensare a tre strati tecnici viene la stanchezza.

Per un bambino l’idea è molto più semplice. Pensa a base, strato intermedio e strato esterno come a tre compiti diversi, non a tre capi da mettere per forza.

Tutti e tre? Non sempre

Tre strati completi sono l’attrezzatura per il freddo, non la divisa di tutti i giorni. In un caldo pomeriggio d’estate, un pagliaccetto di cotone fa tutto da solo. In casa, un body morbido e pantaloni leggeri bastano e avanzano. Mettere tre capi uno sopra l’altro quando il tempo non lo chiede trasforma il passeggino in un forno.

Un solo capo può anche svolgere due compiti insieme. In una giornata d’autunno fresca e asciutta, un pile sopra il body tiene caldo il bambino e ferma la brezza leggera. È insieme lo strato caldo e quello esterno. Uno strato esterno vero e proprio si aggiunge solo quando vento, pioggia o freddo pungente chiedono una protezione seria.

Da sinistra a destra: un body a manica lunga, un pile sottile e un giubbino leggero
Il pile tiene il calore vicino al corpo. Il giubbino, fuori, si prende il vento.

La base copre il busto

Lo strato di base è il punto di partenza. Il migliore è un body di cotone aderente, con i bottoncini sotto, perché resta al suo posto. Una normale maglietta sale fino alle ascelle quando prendi in braccio il bambino o allacci le cinture del passeggino, e la pelle nuda finisce contro il tessuto freddo. Il body resta disteso e tiene coperti pancia e schiena.

Questo strato deve essere morbido, traspirante e senza etichette. Il cotone lascia passare l’aria e assorbe l’umidità se il bambino si scalda. Quando fa caldo bastano un body a manica corta o un pagliaccetto senza maniche. Quando l’aria si rinfresca, passa alle maniche lunghe e aggiungi pantaloni morbidi e calzini.

Le tutine intere con i piedini sono un’alternativa comoda, soprattutto nei primi mesi: niente lotta per infilare calzini minuscoli su piedi che scalciano. Body e pantaloni separati, però, rendono molto più semplice cambiare il pannolino al volo o regolare il caldo a metà passeggiata.

Lo strato intermedio regola il caldo

Con lo strato intermedio decidi quanto caldo dare. Un golfino di maglia, un maglioncino di cotone o un pile trattengono l’aria calda vicino al petto. E soprattutto sono i capi più facili da togliere quando intorno fa più caldo.

Pensa a una mattina qualunque. Lasci il marciapiede, 12° e un po’ di vento, entri al supermercato riscaldato e poi sali su un autobus affollato. Se il bambino ha addosso un unico tutone spesso e imbottito, non hai vie d’uscita: o cuoce nel passeggino, o devi slacciare tutte le cinture e togliere il tutone in mezzo alla corsia.

Uno strato intermedio ti lascia più margine. Sbottoni il golfino o apri la zip del pile, e body e pantaloni restano dove sono. Scegli capi con bottoni o zip davanti, non maglioni stretti da infilare dalla testa. Sfilare un maglione aderente dalla testa di un bambino che ha caldo e si lamenta, in autobus, è una lotta che nessuno vuole fare.

Lo strato esterno ripara dal maltempo

Lo strato esterno fa da scudo. Impedisce al vento di passare attraverso la maglia e tiene fuori l’umido. Con l’aria fresca basta una giacca a vento leggera o un giubbino. Con il gelo dell’inverno, un tutone imbottito avvolge tutto il corpo.

Se il bambino è nel passeggino, spesso è il passeggino stesso a fare da strato esterno. Un sacco per passeggino antivento avvolge gambe e busto in un’imbottitura spessa, e così il giubbotto invernale ingombrante, di solito, non serve. Quando si alza il vento, abbassa la capottina: sotto si crea un angolo d’aria ferma e tranquilla.

Usa gli accessori del passeggino solo per quello a cui servono. Il parapioggia tiene fuori la pioggia, ma trattiene in fretta caldo e umidità. Mettilo quando piove e toglilo quando smette. Non usarlo mai come riparo dal vento in una giornata mite, e non stendere mai una copertina o una mussola sull’apertura del passeggino. Un telo appoggiato lì blocca il ricambio d’aria, e dentro la temperatura sale in fretta, fino a diventare pericolosa.

I tre strati lasciano fuori testa, mani e piedi

Lo schema dei tre strati protegge il busto, ma di solito i genitori si preoccupano soprattutto per le dita gelate e le caviglie scoperte. Nel neonato la circolazione si sta ancora sviluppando, quindi mani e piedi sono per natura più freschi del resto del corpo. Mani fresche con il petto caldo e asciutto sono del tutto normali. Non vuol dire che al bambino serva un altro maglione invernale.

Con la testa serve attenzione. I bambini smaltiscono il calore in eccesso proprio dalla testa, ed è così che regolano la temperatura. D’estate il cappello a tesa larga protegge la pelle delicata, d’inverno un cappellino morbido di maglia ripara le orecchie dal vento. Ma il cappellino va tolto appena entri al chiuso o sali in un’auto calda. Lasciarlo in testa a un bambino che dorme in una stanza riscaldata è una delle cause più comuni di surriscaldamento.

Testa

Cappello a tesa larga, Cappellino leggero, Berretto caldo

Scegli il cappello per quello che deve fare: sole, aria fresca o freddo d’inverno. Al chiuso, toglilo.

Piedi

Calzini sottili, Babbucce imbottite

Tieni i calzini. Quando l’aria gela, aggiungi le babbucce imbottite.

Mani

Muffole

Quando fa freddo, metti le muffole morbide per riparare le dita dal vento pungente.

Cappellini, calzini, babbucce e muffole coprono quello che gli strati sul busto lasciano scoperto.

Quando l’aria si raffredda, i compiti cambiano

Bastano tre giornate tipo per capire come funziona. In una mattina mite di primavera, intorno ai 17°, tre capi non servono. Il body di cotone copre la pelle e un golfino di maglia aggiunge un po’ di calore. Visto che non c’è vento, il golfino è insieme lo strato caldo e quello esterno.

Un bambino con l’outfit da passeggino per una giornata tra 16 e 19°
Nelle giornate miti, il golfino scalda e fa anche da ultimo strato.

Quando la temperatura scende verso i 9°, il vento passa dritto attraverso la maglia. Ora calore e protezione dal maltempo devono stare su due capi diversi. Un pile morbido tiene il calore vicino al petto, mentre sopra un giubbotto più robusto ferma il freddo. In testa, un cappellino di maglia.

Un bambino con l’outfit da passeggino per una giornata tra 8 e 11°
Quando fa freddino, il pile tiene il calore del busto e il giubbotto pensa al vento.

In una giornata d’inverno gelida, vicino allo zero, il body e il pile caldo restano al loro posto. Ma un giubbotto lascia scoperti dei punti in vita. Lo strato esterno diventa un tutone intero, che chiude il calore dalle spalle alle caviglie. Babbucce imbottite e muffole proteggono le dita di mani e piedi.

Un bambino con l’outfit da passeggino per una giornata sotto i 4°
Vicino allo zero, il tutone sopra il pile chiude il calore dal collo ai piedi.

Vesti dalla pelle in fuori, e in casa fai il contrario

  1. Un body a manica lunga color crema

    Prima la base

    Chiudi il body di cotone sulla pelle, poi metti pantaloni comodi e calzini.

  2. Un golfino da bambino color crema

    Poi lo strato caldo

    Abbottona il golfino o chiudi il pile sul petto. Lascia la nuca facile da raggiungere.

  3. Un giubbotto caldo da bambino color crema

    Lo strato esterno, sulla porta

    Metti il giubbotto o il tutone solo all’ultimo, così il bambino non si scalda troppo nell’ingresso.

Nell’ingresso è tutta una questione di tempi. Se chiudi il bambino nel tutone e poi passi dieci minuti a cercare le chiavi della macchina o ad allacciarti gli scarponi, prima ancora di arrivare alla porta il bambino starà già sudando e piangendo. Strato esterno e cappellino vanno messi per ultimi, proprio mentre esci.

Quando rientri, fai subito tutto al contrario. Togli il cappellino e apri il giubbotto. Se il bambino dorme nel passeggino, viene voglia di lasciare tutto chiuso per non rovinare il sonnellino. Resisti. Con il riscaldamento acceso, un bambino può surriscaldarsi in fretta. Apri il tutone, togli il cappellino e scosta le coperte, anche a costo di un risveglio.

Outfit da passeggino in base alla temperatura

Se vuoi vedere i capi precisi senza tirare a indovinare, cerca qui sotto la temperatura percepita di oggi. Tieni presente che i capi coprono parti diverse del corpo. Un elenco più lungo d’inverno non vuol dire sette strati sul petto: vuol dire babbucce sui piedi nudi, muffole sulle mani fredde e un cappello in testa.

28° e oltre

Pagliaccetto

24–27°

Body a manica corta, Pantaloni leggeri

20–23°

Body a manica lunga, Pantaloni leggeri, Calzini sottili

16–19°

Body a manica lunga, Pantaloni leggeri, Calzini sottili, Golfino leggero

12–15°

Body a manica lunga, Pantaloni caldi, Calzini sottili, Golfino leggero, Giubbino leggero

8–11°

Body a manica lunga, Pantaloni caldi, Calzini di lana, Pile caldo, Piumino, Cappellino leggero

4–7°

Body a manica lunga, Pantaloni caldi, Calzini di lana, Pile caldo, Piumino, Babbucce imbottite, Muffole, Berretto caldo

Sotto i 4°

Body a manica lunga, Pantaloni caldi, Calzini di lana, Pile caldo, Tutone imbottito, Muffole, Berretto caldo

Trova la temperatura percepita di oggi e metti i capi che vedi in quella riga.

Una volta fuori, i tre compiti rendono facili le correzioni. Se il bambino ha caldo, togli il pile, lo strato di mezzo. Se si alza il vento, abbassa la capottina. Se comincia a piovere, metti il parapioggia invece di aggiungere un altro maglione. La domanda giusta non è mai solo se servono più vestiti. È quale compito ha bisogno di una mano.

Le domande dei genitori

Al chiuso, quale strato tolgo per primo?

Prima il cappellino e il giubbotto o il tutone. Se dopo qualche minuto la nuca è ancora molto calda o sudata, sbottona o togli il golfino. Body e pantaloni restano.

Il sacco per passeggino conta come strato esterno?

Sì. Un sacco spesso e antivento avvolge gambe e petto in un’imbottitura pesante. Con un sacco caldo, sul busto metti capi più leggeri, così il bambino non si scalda troppo.

Il pagliaccetto è uno strato di base?

Sì. Il pagliaccetto sta direttamente sulla pelle, quindi fa il lavoro dello strato di base. Quando fa caldo, sopra i 28°, un solo pagliaccetto largo è tutto l’outfit. Non servono strati intermedi né esterni.

Il parapioggia sostituisce il giubbotto?

No. Il parapioggia tiene l’acqua lontana dal passeggino, ma non scalda come i vestiti. Vesti il bambino in base alla temperatura percepita e metti il parapioggia solo mentre piove davvero.

Cosa mettere al bambino oggi?

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