Di cosa parla
Nel primo anno i vestiti cambiano soprattutto con quello che il bambino impara a fare: girarsi, stare seduto, gattonare, tirarsi su e camminare. Il calendario c’entra poco. Le date fisse sono due: dai 6 mesi la crema solare, e dopo il primo compleanno una copertina nel lettino.
Eppure sembra il contrario, perché il cambio di taglia, ogni pochi mesi, lo vedi arrivare: la taglia successiva è già lì, piegata nel cassetto. Il resto arriva insieme a una capacità nuova, e spesso da un giorno all’altro: c’è la settimana in cui lo swaddle va messo via, e qualche mese dopo quella in cui la tutina con i piedini comincia a scivolare sul pavimento della cucina.
Cosa cambia a ogni tappa
Girarsi, stare seduti, gattonare, camminare: quasi tutti i bambini ci arrivano in quest’ordine, ma tra un bambino e l’altro possono passare mesi. C’è chi cammina da solo a 8 mesi e chi a 18, e sono nella norma tutti e due. Lo stesso bambino, quindi, può arrivare presto a una tappa e più tardi a quella dopo.
Il primo anno, tappa per tappa
Dalla nascitaA pancia in suTutine giorno e notte, e lo swaddle per la nanna, se aiuta.
Già da 2 mesiSi giraBasta swaddle: per dormire arriva il sacco nanna, con le braccia fuori.
Circa 4–9 mesiSta sedutoArrivano la pappa e la bavetta: di giorno maglietta, pantaloni e bavaglino.
Circa 5–13 mesiGattona e si tira suI pantaloni coprono le ginocchia, e i piedi escono dalla tutina.
Circa 8–18 mesiCamminaLe prime scarpe, quando cammina anche fuori.
Queste due dipendono dall’età
Dai 6 mesiCrema solare sulla pelle che vestiti e ombra lasciano scoperta.
Dai 12 mesiNel lettino può entrare una copertina leggera.
I primi mesi: tutine giorno e notte
Nelle prime settimane quasi tutti i neonati vivono in tutina, di giorno e di notte, e a quest’età la differenza tra tutina da giorno e pigiamino la fa solo l’etichetta. Il motivo è semplice: un neonato passa quasi tutta la giornata a dormire, e la tutina, un pezzo unico con maniche lunghe, gambe lunghe e piedini, gli fa da maglietta, pantaloni e calzini insieme. Non c’è niente che si arrotoli sulla pancia o che voli via a forza di scalciare.
Per i completini, invece, non c’è un’età. La salopette arrivata in regalo per la nascita può uscire dal cassetto quando vuoi, anche la prima settimana. Molti genitori cominciano dalle uscite: il completino per andare fuori, la tutina per stare in casa.
Nei primi 3 mesi, poi, il neonato porta uno strato leggero in più di quello che metti tu, perché un corpo così piccolo perde calore in fretta.
Quando prova a girarsi, basta swaddle
Lo swaddle va tolto al primo tentativo di girarsi, e può succedere già a 2 mesi. Un bambino fasciato che finisce a pancia in giù non riesce a tirarsi su con le braccia. Da quella notte si dorme in un sacco nanna con le braccia fuori, senza eccezioni.
Toglierlo mette un po’ d’ansia, ed è comprensibile: nelle prime settimane lo swaddle può sembrare l’unico motivo per cui in casa qualcuno riesce ancora a dormire. Magari poi in famiglia c’è chi ricorda che una volta i bambini si fasciavano per mesi. La regola però non cambia: al primo tentativo di girarsi, le braccia escono.
Girarsi cambia anche il cambio del pannolino. Un bambino che si rigira a metà trasforma una lunga fila di automatici in un’impresa, e per questo molti genitori passano alle tutine con la zip a doppio cursore, che si apre anche dal piedino.
Seduto e con la pappa: maglietta, pantaloni e bavaglino
Il bambino comincia spesso a stare seduto intorno ai 6 mesi. Più o meno alla stessa età di solito parte lo svezzamento, e in quel periodo la maggior parte dei bambini comincia anche a mettere i dentini. La bavetta che ne viene fuori basta a inzuppare il davanti del body prima di pranzo.
Da qui conviene dividere in due: maglietta e pantaloni. Quando la carota finisce sulla manica si cambia solo la metà sporca, e l’altra resta addosso. Infatti a questo punto molti bambini di giorno portano già i vestiti «veri», e la tutina resta per la notte.
Quanto ai bavaglini, ne servono due tipi: uno morbido a bandana per la bavetta di tutto il giorno e uno più grande per la pappa. Per la nanna, nessuno.

A 6 mesi cambia la protezione dal sole, non il guardaroba estivo
Prima dei 6 mesi dal sole proteggono l’ombra e i vestiti: la capottina del passeggino, un albero, l’ombrellone, un cappello a tesa larga e maniche lunghe leggere. La pelle di un bambino così piccolo si irrita più facilmente con la crema solare, quindi il lavoro lo fa l’ombra.
Dai 6 mesi si aggiunge una crema solare a filtro minerale (sull’etichetta spesso «filtro fisico») sulla pelle che vestiti e ombra lasciano scoperta: le guance, il dorso delle mani, i piedi nudi. La crema è un aiuto in più: non prende il posto di cappello e ombra.
Quando gattona: ginocchia coperte
Il gattonamento può cominciare in un momento qualsiasi tra i 5 e i 13 mesi circa. E un bambino su 25, più o meno, non gattona mai a quattro zampe: si sposta da seduto, scivolando sul sederino, oppure strisciando a pancia in giù.
Da quel momento le ginocchia passano la giornata a terra: sul tappeto, sul parquet, sulle piastrelle, e magari sulla moquette ruvida dei nonni o al nido. Nelle giornate calde, in casa, un pagliaccetto con le ginocchia scoperte va benissimo: le ginocchia sporche si lavano.

Va bene: Pantaloni morbidi
Pantaloni morbidi o leggings coprono le ginocchia e si allungano mentre gattona. I jeans rigidi possono aspettare, perché a ogni ginocchio piegato fanno resistenza.

Non va bene: Un vestitino lungo
Il ginocchio finisce sull’orlo e il bambino si blocca di colpo. I vestitini sono più comodi prima che gattoni, e di nuovo quando cammina sicuro.

Va bene: Il body sotto
Resta dentro i pantaloni mentre gattona o quando lo prendi in braccio, e la schiena rimane coperta.

Non va bene: Solo la maglietta
Gattonando si arrotola verso l’alto e lascia la schiena scoperta.
Quando si tira in piedi: piedi fuori dalla tutina
Tra i 5 e gli 11 mesi circa il bambino comincia a tirarsi su aggrappandosi al divano, e da quel momento i piedi contano.

Non va bene: I piedini scivolano
Le tutine con i piedini sono perfette nella culla, ma la pianta di stoffa scivola sul parquet e sulle piastrelle proprio quando il bambino fa forza per alzarsi.

Va bene: A piedi nudi fa presa
Con le tutine senza piedi e i pantaloni le dita restano libere, si allargano e si aggrappano al pavimento.
Di notte la tutina con i piedini può restare finché le dita non toccano la punta. Di giorno, sul pavimento freddo, ci sono i calzini antiscivolo, quelli con i puntini di gomma sotto.
Le scarpe arrivano quando cammina fuori
Le scarpe servono per camminare fuori, non per imparare. Arrivano quando il bambino cammina all’aperto, su un terreno che può far male ai piedi nudi, e spesso succede qualche settimana dopo i primi passi: all’inizio, durante un’uscita, sta ancora quasi sempre nel passeggino.
Metterle prima non lo aiuta a camminare prima, e una suola rigida i passi li rende più difficili. Si sente ancora dire che la prima scarpa deve essere rigida e «tenere la caviglia», ma per i primi passi conta altro: le prime scarpe sono leggere, si piegano in punta e si portano con i calzini.
Camminare cambia anche i vestiti per uscire. Il tutone imbottito va bene per chi sta nel passeggino. Un bambino che cammina e si siede nella neve ha bisogno di una tuta impermeabile, con le gambe sopra gli stivaletti invernali. Nei giorni di pioggia, per le pozzanghere, servono stivali di gomma e pantaloni antipioggia.
Anche quanto coprirlo, poi, dipende da quanto si muove. Un bambino fermo nel passeggino ha bisogno di qualcosa in più di chi lo spinge. Uno che corre per i giardinetti si scalda come un adulto, e spesso non gli serve nessuno strato in più finché non risale sul passeggino per tornare a casa.
Come capire che serve la taglia successiva
Un calendario le taglie ce l’hanno, più o meno: una nuova ogni pochi mesi. Cosa comprare in ogni taglia, e quando, dipende dal mese in cui è nato il bambino.
L’età sull’etichetta dice all’incirca quando un bambino nella media diventa troppo grande per quella taglia, e ogni marca veste a modo suo: la 3–6 mesi di una marca può vestire come la 1–3 mesi di un’altra. Il momento giusto, alla fine, te lo dicono i suoi vestiti.
Va ancora bene?



Va bene: Veste bene
Controlla con il bambino sdraiato e le gambe distese. Le dita dei piedi restano nascoste nei piedini della tutina, quindi cercale tastando il tessuto.

- Polsini sui polsi
- Automatici chiusi e piatti
- Un po’ di spazio in punta
Non va bene: Troppo piccola: è ora della taglia dopo
Una tutina intera spesso diventa corta nel busto prima che nelle maniche: guarda gli automatici e le spalle quando il bambino sta seduto.

- Polsini a metà braccio
- Automatici che tirano
- Dita contro la punta
Non va bene: Per ora troppo grande
Se nella taglia dopo le mani spariscono, è ancora grande. Una tutina o un body così larghi si raccolgono intorno al collo e si attorcigliano sui piedi, quindi restano nel cassetto finché non vanno bene.

- Maniche sopra le mani
- Largo sul collo
- Piedini vuoti e mosci
Il primo compleanno cambia il lettino, non i vestiti
La mattina del primo compleanno il bambino si veste come il giorno prima. Quello che cambia è il lettino.
Fino ai 12 mesi nel lettino c’è solo il bambino: niente cuscini, paracolpi, peluche o coperte. Dopo il primo compleanno, per un bambino sano una copertina piccola e leggera comporta un rischio basso.
Nella realtà, però, a un anno il bambino gira per il lettino tutta la notte, e dopo pochi minuti la copertina è già finita in un angolo. Per questo di solito il sacco nanna resta.
Le domande dei genitori
Fino a quando si mette il body?
Di solito tra i 12 e i 24 mesi si passa dal body alle magliette, quando il bambino cammina e la maglietta resta al suo posto. Molti però tengono il body sotto i vestiti fino allo spannolinamento, come una maglietta della salute con gli automatici: la schiena resta calda nei giorni freddi e il pannolino non si sposta.
Fino a quando si usa il sacco nanna?
Non c’è un’età. Un sacco nanna con le braccia libere si può usare finché va bene di taglia. La maggior parte delle famiglie smette quando il bambino passa al letto con la coperta, spesso a 2 o 3 anni. Fino ad allora, per un bambino che cammina è più comodo un sacco nanna con le gambe.
Da quando si possono mettere i pantaloni?
Dal primo giorno, se ti va. I pantaloni con i piedini (le ghettine) tengono caldi i piedi del neonato, e non ci sono calzini che volano via. Meglio pantaloni morbidi, con un elastico largo in vita e abbastanza comodi da stare sopra un pannolino pieno.
Quanto dura la taglia 50?
Per un neonato nella media, poche settimane: la taglia 50 va bene fino a circa 4 kg. Un neonato grande può saltarla, e molti bambini mettono la 0–1 mese fin dal primo giorno, con le maniche risvoltate.







