Di cosa parla
Appena apri il portone e senti la prima folata fredda, viene subito voglia di rientrare a prendere un golfino più grosso o un pile più pesante. Il punto è che la maglia e il pile sono fatti di fibre morbide piene di minuscoli spazi: trattengono benissimo il calore quando l’aria è ferma, ma se tira vento le raffiche ci passano dritte attraverso.
Una giornata ventosa, però, resta un’ottima giornata per uscire a fare due passi. Tieni gli strati caldi scelti per la temperatura percepita, che calcola già il freddo portato dal vento, e aggiungi sopra un ultimo strato dal tessuto liscio e compatto che fermi l’aria.
Uno strato esterno liscio ferma il vento
Un golfino lavorato a maglia spessa e una giacca a vento possono sembrare caldi allo stesso modo quando li prendi in mano, ma fuori al vento fanno due lavori opposti.
Cosa fa il vento a un capo in pile

- Aria esterna
- Giubbino leggero
- Pile sottile
- Aria calda
- Body di cotone
- Pelle
Quando l’aria è ferma, il calore resta intrappolato tra le fibre del pile.
Il vento attraversa le maglie del tessuto e porta via l’aria calda.
Un giubbino leggero sopra blocca il vento sulla superficie liscia e lascia al pile il suo calore.

Giornate fresche e senza vento
12–15°
Solo il pile

Giornate fresche e ventose
12–15°
Il giubbino sopra il pile

Giornate miti e ventilate
16–20°
Solo il giubbino
Sotto i 12°, al bambino serve un piumino imbottito.
Per proteggere il bambino dalle raffiche non serve abbigliamento tecnico da alta montagna. Bastano un semplice giubbino leggero in tessuto liscio, un tutone imbottito dall’esterno compatto oppure la copertura chiusa con la cerniera del sacco per passeggino. Poi chiudi i punti da cui si infilano gli spifferi: alza la zip fino al mento e tira i calzini sopra l’orlo dei pantaloni, così quando sgambetta non resta con le caviglie scoperte.
Un cappellino che non vola via alla prima folata
Un berrettino morbido senza laccetti sta benissimo davanti allo specchio dell’ingresso, ma fuori basta la prima raffica per sfilarlo o girarlo di storto. I cappellini larghi, poi, scivolano facilmente sugli occhi: il piccolo non vede più niente, inizia a lamentarsi e tu finisci per fermarti a ogni angolo a tirarglielo su.
In più, attraverso la maglia larga il vento freddo passa dritto tra i punti e arriva alle orecchie. Nelle giornate ventose serve il cappellino giusto che resti fermo, copra bene le orecchie e si allacci sotto il mento: un cappellino con paraorecchie oppure un modello con un cinturino corto che si apre se resta impigliato, invece dei lacci lunghi annodati sotto la gola. Quando fa freddo, il passamontagna copre orecchie e collo in un pezzo solo.
Quando il vento gli soffia in viso
Una folata improvvisa dritta in faccia può far trasalire il neonato: spalanca la bocca come per prendere fiato, sbatte le palpebre e per un attimo sembra trattenere il respiro. Quel soffio d’aria sulle guance attiva un riflesso automatico di deglutizione con cui i bambini nascono e che scompare da solo nel corso del secondo anno di vita, e appena ha deglutito il piccolo riprende subito a respirare normalmente.
Molti bambini scoppiano a piangere per la sorpresa, e viene spontaneo pensare che abbiano freddo. Spesso invece è solo il fastidio dell’aria sulle guance: prima di aggiungere un altro strato, prova a cambiare l’angolazione del passeggino.
Tira in avanti la capottina in modo che sia il tessuto esterno a prendere la raffica. Se la seduta del passeggino è reversibile, gira il bambino verso di te, così lo schienale farà da scudo contro il vento frontale. Per le gambe basta un sacco per passeggino con la parte superiore antivento, senza bisogno di mettergli sotto pesanti pantaloni da neve.

Non va bene: Viso controvento
Con la capottina abbassata, ogni folata gli arriva dritta sul viso scoperto.

Va bene: Schiena al vento
Le raffiche si infrangono sulla capottina e voi due potete guardarvi negli occhi.
Lascia però sempre libera l’apertura davanti del passeggino. Stendere una copertina o una giacca sull’apertura ferma le raffiche, ma blocca anche il passaggio dell’aria fresca.
Quando poi il giro passa dietro palazzi alti o in vie riparate, senza il vento gli stessi vestiti scaldano di colpo molto di più. Controlla toccando la nuca del bambino e, se la senti molto calda o sudata, apri la cerniera del giubbino o del sacco per passeggino.
Se porti il piccolo nel marsupio, il tuo corpo lo ripara già dal vento sul davanti. Quando arriva una raffica più forte, voltati di schiena al vento o fermati un momento nell’androne di un portone finché non passa.
Quando c’è troppo vento per uscire?
Intorno ai 25 km/h le raffiche si sentono bene e il passeggino può cominciare a fare effetto vela. Verso i 40 km/h ti ritrovi a spingere puntando tutto il peso sul maniglione: a quel punto non c’è maglione che tenga, la passeggiata non è più piacevole. Scegli un giro riparato vicino a casa, oppure rientra e rimanda l’uscita a quando l’aria si calma.
Leggere il vento dalla finestra




Va bene: Via libera per la passeggiata
19 km/ho meno
Foglie e rametti sottili tremolano, e il bucato steso ondeggia appena.

Con cautela: Scegli strade riparate
25 km/h
I rami piccoli oscillano, il bucato vola di lato e i fogli di carta saltellano sul marciapiede.

Non va bene: Troppo vento per un giro lungo
40 km/h
I rami grandi si agitano, il bucato sta dritto in orizzontale e l’ombrello si tiene a fatica.

Non va bene: Meglio restare a casa
50 km/he oltre
Si piegano alberi interi, e rametti e rami si spezzano.

In ogni passeggiata ventosa, blocca il freno tutte le volte che stacchi le mani dal maniglione, anche solo per un istante davanti al portone di casa. Con la capottina alzata, una sola raffica può far muovere un passeggino lasciato senza freno.
Quando per la tua zona è prevista un’allerta meteo per vento forte, resta in casa. Con le raffiche forti possono cadere i rami, quindi i parchi e i viali alberati sono i posti peggiori in cui passare con un passeggino.
In una normale giornata ventilata, parti andando controvento e tieni il vento alle spalle per il ritorno. Il tratto più freddo viene all’inizio, mentre il bambino ha ancora addosso il tepore di casa, e la strada del rientro è tutta più facile.
Le domande dei genitori
Il vento o il «colpo d’aria» possono far venire l’otite o il raffreddore?
No. Il raffreddore è causato da virus che si trasmettono con tosse, starnuti e mani. L’otite media di solito comincia proprio da un raffreddore, quando il piccolo canale tra l’orecchio e la gola si chiude e il liquido si accumula dietro il timpano, dove il vento non arriva mai. Il cappellino sulle orecchie serve a tenerle al caldo.
Posso portare fuori un neonato in una giornata di vento?
Sì. Un neonato può uscire non appena te la senti, purché le raffiche non gli arrivino sul viso. Le sponde alte della navicella, con la capottina tirata in avanti, tengono fuori quasi tutto il vento. Nelle prime uscite con il vento fai passeggiate brevi.
Conviene mettere il parapioggia sul passeggino contro il vento?
Solo quando piove. I produttori raccomandano di togliere il parapioggia appena smette di piovere, perché sotto la plastica l’aria si scalda, e di non usarlo con il vento di burrasca. Nelle giornate ventose ma asciutte bastano la capottina e il sacco per passeggino. Alcuni marchi realizzano una copertura antivento con prese d’aria laterali per i propri passeggini: usala seguendo le indicazioni del produttore.
Serve una crema sul viso del bambino con il vento freddo?
In certe giornate sì. Sotto i 0° di temperatura percepita, o nelle giornate di vento secco e pungente, un velo di crema freddo e vento o di semplice unguento prima di uscire dà alla pelle uno scudo in più contro l’aria. Le guance arrossate dopo una passeggiata al fresco di solito passano appena si rientra al caldo. Se invece restano secche e screpolate hanno bisogno di qualche cura in più.
E se c’è vento ma splende il sole?
Il vento con il sole può ingannare, perché sul viso senti il tepore dei raggi mentre l’aria rinfresca le mani, e con il fresco è facile dimenticarsi del sole. A partire da un indice UV di 3, serve proteggere anche dal sole. In una giornata calda, un cappellino con laccetto resta fermo anche con le raffiche. Se invece fa fresco, lascia il cappellino caldo sulle orecchie e tira in avanti la capottina per fare ombra.
Come mi regolo se c’è vento e piove?
Monta il parapioggia mentre piove e fissa i lacci in basso, così le raffiche non possono sollevarlo. Appena sei al riparo all’asciutto o entri al chiuso, toglilo in modo che l’aria fresca circoli liberamente.







