Body, tutine e magliette

Costume da bagno

Un costume per la piscina, il mare e l’acquaticità neonatale, anti UV per tenere il sole lontano dalla pelle bagnata o in neoprene per l’acqua più fresca.

Per l’acquaAnti UV o neoprene
Si chiama anche
  • costume anti UV
  • costumino intero
  • muta in neoprene
Costume da bagno

Il costumino del neonato va sopra il pannolino da piscina e di solito copre molto più di un costume da adulto: maniche lunghe, collo alto, un tessuto elastico che ferma il sole. Per l’acqua più fresca esistono le mute in neoprene, che tengono caldo.

Se serva davvero, dipende da dove si fa il bagno. Al mare o in una piscina all’aperto sì, perché un costumino a maniche lunghe ripara dal sole la pelle che resta fuori dall’acqua. In una piscina coperta e calda il sole non c’è, e al bambino basta il pannolino da piscina. In una vasca più fresca, invece, la muta gli permette di restare in acqua più a lungo.

  • Età0–3anni
  • Quantità1–2per taglia
  • StagioneTutto l’anno

I tipi di costume

  • Costume intero anti UV giallo senape a maniche lunghe, con la zip davanti, il collo alto e la gamba corta

    Costume intero anti UV

    Un pezzo unico a maniche lunghe, con la gamba corta o lunga e la zip davanti, in tessuto UPF 50+ (UPF è la protezione solare dei tessuti, e con 50+ di sole ne passa pochissimo). Copre più pelle di tutti e non si arrotola né sale. È il costume della spiaggia, della piscina all’aperto, delle vacanze.

  • Maglietta anti UV corallo a maniche lunghe, appoggiata sopra un pantaloncino da bagno dello stesso colore

    Maglietta anti UV e slip

    Una maglietta aderente, a maniche lunghe o corte, sopra uno slip o un pantaloncino da bagno. I due pezzi si cambiano ognuno per conto suo, comodo quando il bambino comincia con il vasino. In vita, però, la maglietta tende a salire.

  • Costume intero senza maniche rosa lampone, con le spalline larghe

    Costume classico

    Il costumino intero senza maniche, o lo slip, come quelli dei grandi. In una piscina coperta e calda va benissimo. All’aperto lascia scoperte spalle, schiena e braccia, che allora vanno tenute all’ombra e protette con la crema solare.

  • Muta in neoprene azzurra per neonati, a maniche corte e gamba corta, con la zip davanti

    Muta in neoprene

    È una muta sottile in neoprene, una gomma morbida e spugnosa. Può essere avvolgente, chiusa intorno a pancia e schiena, oppure intera, con le maniche. Tiene contro la pelle un velo d’acqua che il corpo del bambino scalda. È fatta per le piscine più fresche, il lago e il mare.

La temperatura dell’acqua

In acqua il corpo perde calore molto più in fretta che all’aria, anche alla stessa temperatura, e un corpo piccolo si raffredda prima di quello di un adulto. Così una vasca che a te sembra appena fresca può far venire freddo al bambino in poco tempo. Quanto deve essere calda dipende dall’età.

Se trema, batte i denti, piagnucola, o la pelle e le labbra diventano pallide o un po’ viola, è ora di uscire, asciugarlo e vestirlo, anche se siete in acqua da pochissimo.

Cosa mettergli in piscina

Le piscine sono scaldate a temperature diverse. Più l’acqua è calda, meno serve addosso.

Cosa mettergli in piscina

  1. Va bene fin dalla nascita

    32°

    Le vasche per neonati e i corsi di acquaticità tengono l’acqua sui 32°, abbastanza calda per un neonato. Addosso basta il pannolino da piscina. Se il corso lo chiede, sopra va un costumino contenitivo aderente in neoprene, che trattiene la cacca. La muta qui non serve, e in un’acqua ancora più calda può fargli venire troppo caldo.

  2. Dai 3 mesi, con la muta se ha freddo

    30°

    Dai 3 mesi circa, 30° sono già abbastanza. Se il bambino sente subito il freddo, lo aiuta una muta avvolgente intorno a pancia e schiena. Sotto i 3 mesi serve la vasca per neonati, più calda.

  3. Un bagno breve, con la muta

    28°

    Le vasche per nuotare, quelle con le corsie, stanno sui 28°: troppo fresche per un bambino sotto i 3 mesi. Uno più grande ci entra con una muta a maniche lunghe, o foderata in pile, e anche così il bagno dura poco.

Come scegliere il costume

  • Primo piano di un bambino in piscina con un costume giallo senape a maniche lunghe: il tessuto bagnato aderisce liscio su petto e pancia, senza pieghe

    1. Aderente, non largo

    Un costume largo si riempie d’acqua e frena braccia e gambe, e una maglietta larga può sollevarsi fin sopra il viso. Prendi la taglia di adesso, non quella più grande per farlo durare anche l’estate prossima.

    • Va bene: Liscio sul corpo
    • Va bene: La taglia di adesso
    • Non va bene: Fa le borse sul sedere o alle maniche
  • Primo piano della fila di automatici tra le gambe di un costume intero, due dei quali aperti

    2. Si apre sul pannolino

    In una lunga giornata in piscina o in spiaggia il pannolino da piscina si controlla più o meno ogni ora. Con gli automatici tra le gambe, o una zip che arriva fin lì, lo controlli e lo cambi senza sfilare dalle spalle un costume bagnato.

    • Va bene: Automatici tra le gambe
    • Va bene: Zip fino alle gambe
    • Non va bene: Si toglie solo dalle spalle
  • Primo piano del collo alto e delle spalle coperte di un costume a maniche lunghe, al sole, a bordo piscina

    3. Copre le spalle all’aperto

    In acqua le spalle e la nuca restano fuori, al sole. Maniche e collo alto in tessuto UPF 50+ le coprono, e resta meno pelle da spalmare di crema.

    • Va bene: UPF 50+ sull’etichetta
    • Va bene: Collo alto
    • Non va bene: Spalle nude al sole

Dopo il bagno

Il bambino si raffredda più in fretta appena esce dall’acqua, quando ha la pelle bagnata e c’è un filo d’aria. Togli subito il costume bagnato, sostituisci il pannolino da piscina con uno normale, avvolgilo nell’accappatoio con il cappuccio e poi passa ai vestiti asciutti, con un cappellino caldo se la giornata è fresca. Il nuoto mette fame, e una poppata o il biberon lo aiutano a scaldarsi e a calmarsi.

Sotto la doccia sciacqua via il cloro o il sale. Se il bambino ha la dermatite atopica, metti la crema idratante quando la pelle è ancora umida, perché l’acqua della piscina la può seccare. Il costume bagnato torna a casa nella sacca impermeabile.

Un bambino avvolto in un accappatoio con il cappuccio dopo il bagno, sulle ginocchia di un genitore, all’ombra vicino a una piscina

Le domande dei genitori

Quando un neonato può fare il bagno in piscina?

Anche nei primi mesi, purché l’acqua sia abbastanza calda. Sotto i 3 mesi deve stare sui 32°, e la maggior parte delle piscine comunali è più fresca, quindi chiedi prima di andare. Ci sono corsi di acquaticità neonatale in vasca calda che accolgono i bambini dalle prime settimane, e per cominciare non serve aspettare le vaccinazioni. Molti pediatri consigliano però di aspettare i 6 mesi circa, quando il bambino tiene bene la testa. Sull’età giusta, insomma, corsi e Paesi non la pensano allo stesso modo.

Quanto tempo può stare in acqua?

Mezz’ora circa al massimo, quanto dura una lezione di acquaticità, e meno se l’acqua è più fresca. Al primo brivido si esce, anche se la mezz’ora non è passata.

Va bene una piscina con il cloro?

Sì. Il cloro tiene l’acqua libera dai germi, e per un bambino piccolo conta. Dopo, una sciacquata sotto la doccia, e la crema idratante se la pelle si secca.

Si può portare al mare un neonato di 3 mesi?

Sì, all’ombra. Sotto i 6 mesi i bambini stanno lontani dal sole diretto: porta l’ombrellone, un costume anti UV a maniche lunghe e un cappello da sole. Il mare di solito è molto più fresco di una vasca per neonati, quindi bagni brevi, o solo i piedini a riva.

A 3 mesi serve il costume?

Non sempre. Nella vasca calda per neonati basta il pannolino da piscina. All’aperto un costume anti UV a maniche lunghe tiene il sole lontano dalla pelle. In una piscina più fresca la muta avvolgente lo tiene al caldo più a lungo.

Cosa mettere al corso di acquaticità?

Di solito il pannolino da piscina con sopra un costumino contenitivo aderente in neoprene, che molti corsi chiedono. La muta, avvolgente o intera, solo se l’acqua del corso è più fresca di quella che serve al bambino: 32° sotto i 3 mesi, 30° dopo.

Sotto il costume ci va il pannolino?

Sì, ma quello giusto è il pannolino da piscina: mai quello normale, che beve l’acqua e si gonfia. Va messo per primo, sulla pelle.

Maniche lunghe o corte?

Lunghe all’aperto, perché riparano le braccia dal sole senza bisogno di crema. Al chiuso il sole non c’è, e in una vasca calda vanno bene anche maniche corte o niente maniche.

La maglietta anti UV tiene caldo in una piscina fresca?

Quasi per niente. È un velo di tessuto elastico che ferma il sole e protegge la pelle dallo sfregamento sul bordo vasca, ma di calore ne trattiene pochissimo. In una piscina fresca a tenere caldo è la muta in neoprene.

I costumi per neonati proteggono dai raggi UV?

Molti sì. Cerca UPF 50+ sull’etichetta: lascia passare solo 2 raggi di sole su 100. Se l’etichetta non riporta un valore, non c’è modo di sapere quanto sole ferma un costume.

Di che colore è meglio?

Un colore acceso, perché in acqua si vede subito, molto più di un azzurro chiaro o di un bianco.

Braccioli o giubbino galleggiante?

Aiutano a galleggiare, ma non tengono al sicuro un bambino piccolo, e rischiano di darti una sicurezza che non c’è. In acqua resta sempre a portata di braccio. Al lago, al fiume o al mare serve un giubbotto di salvataggio fatto per il peso del bambino.

Esistono costumi senza sostanze tossiche?

Cerca l’etichetta OEKO-TEX Standard 100: il tessuto è stato controllato per le sostanze nocive, con i limiti più severi per i capi dei bambini fino a 3 anni.

In acqua serve il cappellino?

Al sole sì: un cappellino con paranuca va anche in acqua e si asciuga in fretta. In piscina coperta non serve, a meno che il regolamento non chieda la cuffia.