Vestiti

Vestire il neonato a cipolla: ogni strato ha il suo compito

Sul fasciatoio il bambino non sta fermo un attimo, e tre strati sembrano tantissimi. Qui trovi a cosa serve ciascuno e in quali giorni ne bastano uno o due.

Tre piccoli capi da neonato stesi su un filo, dal più leggero al più caldo

Di cosa parla

Vestire a cipolla non vuol dire mettere ogni volta tre capi uno sopra l’altro. Vuol dire che ogni strato ha un compito preciso: sulla pelle qualcosa di morbido, sopra qualcosa che tenga caldo e, solo quando il tempo lo chiede, in cima qualcosa che fermi il vento e la pioggia.

E perché più capi sottili invece di uno pesante? Perché l’aria che resta intrappolata tra uno strato e l’altro trattiene il calore, tanto che due strati sottili tengono il bambino più caldo di uno solo spesso il doppio. E un capo sottile si toglie da solo, senza dover spogliare il bambino di tutto il resto.

Come vestire il neonato a strati

Ogni strato va sopra quello di prima, e ci si ferma quando il bambino è vestito per il tempo che fa: in molte giornate già dopo il primo strato, o dopo il secondo.

Come vestire il neonato a strati

  1. Morbido sulla pelle

    Body, pantaloni morbidi e calzini. Restano addosso tutto il giorno, e in casa spesso bastano da soli.

  2. Tiene il caldo

    Un pile o un golfino trattiene l’aria calda intorno al corpo. In una giornata mite e senza vento ci si può fermare qui.

  3. Ferma vento e pioggia

    Un giubbino sopra il pile quando c’è vento, piove o fa più freddo. Quando gela, questo lavoro lo fa il tutone imbottito.

  4. Copre quello che resta fuori

    Gli strati lasciano scoperte la testa e le mani. Il cappellino va per ultimo, sulla porta, e le muffole quando fa freddo o tira vento.

Il primo strato: il body a contatto con la pelle

Sulla pelle, quasi sempre, va un body di cotone. Il segreto sta negli automatici sotto il pannolino: chiuso lì, il body non sale quando prendi in braccio il bambino o gli allacci le cinture del passeggino, e pancia e schiena restano coperte. Una canottiera o una maglietta da sola, invece, si arrotola verso l’alto appena lo sollevi.

Un bambino visto da dietro, sollevato sotto le braccia dalle mani di un adulto: la maglietta azzurra è salita fino alle ascelle e sopra i pantaloni si vede la schiena nuda

Non va bene: Solo la maglietta

Lo sollevi, e tra maglietta e pantaloni la schiena resta nuda.

Lo stesso gesto: la maglietta azzurra è salita, ma il body color panna sotto resta dentro i pantaloni e copre tutta la schiena

Va bene: Con il body sotto

La maglietta sale lo stesso, ma il body tiene coperta tutta la schiena.

Il cotone lascia respirare la pelle e, se il bambino si scalda, assorbe l’umidità. Nei giorni caldi basta la manica corta; quando l’aria si rinfresca si passa alla manica lunga, con pantaloni morbidi e calzini.

Nei primi mesi anche una tutina con i piedini può fare da primo strato, e ti risparmia la lotta per infilare i calzini a due piedini che non smettono di scalciare. Body e pantaloni separati, invece, rendono più veloce il cambio del pannolino, e quando il bambino comincia a gattonare restano al loro posto, mentre la tutina, strisciando sul pavimento, viene tirata giù all’altezza delle ginocchia.

Lo strato di mezzo: il calore che togli e rimetti

È lo strato che va e viene durante la giornata. Un golfino di maglia, un maglioncino di cotone o un pile tengono l’aria calda vicino al petto, e sono la cosa più facile da togliere quando entri in un posto riscaldato. Meglio ancora se si aprono davanti, con i bottoni o con la zip: apri lo strato caldo, e body e pantaloni restano dove sono. Un maglioncino chiuso, invece, va sfilato dalla testa, passando sul viso di un bambino accaldato e già nervoso.

Una mattina qualunque: fuori ci sono 12° e un’arietta che punge, poi la farmacia, dove fa caldo, poi l’autobus pieno. Con un unico tutone imbottito non hai via d’uscita: o il bambino cuoce nel passeggino, o lo sganci dalle cinture e lo spogli in mezzo agli scaffali. Vestito a cipolla, basta aprire il golfino o il pile. Con un maglioncino da sfilare dalla testa, invece, ti toccherebbe farlo in mezzo all’autobus.

Lo strato esterno: vento, pioggia e freddo vero

Il vento passa dritto attraverso la maglia e il pile. Lo strato esterno lo ferma, e tiene fuori anche la pioggia, così quello caldo può fare il suo lavoro. Con l’aria fresca basta un giubbino leggero o una giacca a vento; quando gela serve un tutone imbottito.

Nel passeggino ti aiuta la capottina: abbassala quando il vento rinforza, e dietro il bambino sta all’aria ferma. Una copertina rimboccata sulle gambe aggiunge uno strato. Una copertina stesa sopra l’apertura del passeggino, invece, insieme al vento ferma anche l’aria fresca.

Nel seggiolino auto lo strato esterno si toglie prima di allacciare le cinture. In un incidente il piumino o il tutone si schiacciano sotto le cinture, che a quel punto restano lente. Si rimette sopra, a cinture allacciate, oppure al suo posto va una copertina.

Nel marsupio o nella fascia il lavoro dello strato caldo lo fa il tuo corpo, e quello dello strato esterno una copertura per marsupio o il tuo stesso cappotto.

Quando bastano uno o due strati

Tutti e tre gli strati servono nei giorni freddi o umidi. In un pomeriggio caldo un pagliaccetto di cotone basta da solo, e in casa di solito sono sufficienti un body morbido e dei pantaloni leggeri.

Coprire il bambino un po’ di più «per sicurezza» è un’abitudine di tante famiglie (e di quasi tutte le nonne), e la paura è sempre la stessa: che sudi e poi prenda un colpo d’aria. Ma tre strati in una giornata calda portano proprio lì, a un bambino tutto sudato nel passeggino.

In una giornata mite e senza vento un capo solo può fare due lavori. Un golfino sopra il body tiene caldo e fa anche da strato esterno, perché non c’è vento che passi attraverso la maglia. In una passeggiata d’autunno fresca e asciutta lo stesso lavoro lo fa un pile.

Quando l’aria si fa più fredda o si alza il vento, i due compiti si dividono tra due capi: il pile scalda, il giubbino ripara dal vento.

Un body a manica lunga, un pile sottile e un giubbino leggero stesi in fila da sinistra a destra
Il pile trattiene il calore vicino al corpo, il giubbino tiene fuori il vento.

Con il freddo vero dell’inverno il compito esterno passa al tutone imbottito, perché un giubbino lascia comunque all’aria le gambe e la vita. Il tutone avvolge il bambino dalle spalle ai piedi, e sotto restano il body e il pile caldo.

Testa, mani e piedi: cosa mettere?

Gli strati pensano al corpo. A preoccupare, di solito, sono le manine e le caviglie. Le manine fresche, quelle che tutti toccano per capire se il bambino ha freddo, con il petto caldo e asciutto sono del tutto normali, e non vogliono dire che serve un altro golfino. Caviglie e polsi scoperti sono un’altra storia: basta un calcio o una stiracchiata perché tra due capi si apra uno spiraglio.

  • Un cappellino di maglia leggero per neonato

    Un cappello adatto al tempo

    Di maglia con l’aria fresca e il vento, a tesa larga con il sole forte. In casa e in un’auto calda si toglie, anche se c’è chi lo vorrebbe sempre in testa: è proprio dalla testa che i bambini disperdono calore.

  • Un paio di calzini sottili color panna per neonato

    Calzini sopra i pantaloni

    Quando il bambino scalcia o sta seduto nel passeggino, i pantaloni salgono. Con i calzini tirati su sopra l’orlo, le caviglie restano coperte.

  • Un paio di babbucce morbide per neonato

    Babbucce sopra i calzini

    Quando arriva il freddo. Si chiudono alla caviglia, quindi restano su anche ai piedini che i calzini se li tolgono a forza di calci.

  • Un paio di muffole morbide per neonato

    Muffole con il polsino lungo

    Quando fa freddo o tira vento. Il polsino arriva sopra la manica, così il polso non resta mai scoperto.

Prima di uscire e appena rientrati

Giubbino, tutone e cappellino vanno su per ultimi e vengono via per primi. Prima ti prepari tu, scarpe e cappotto compresi; il bambino si chiude nel giubbino o nel tutone, con il cappellino, solo quando stai per aprire la porta. Chiudere la zip del tutone e poi passare dieci minuti a cercare le chiavi vuol dire ritrovarsi nell’ingresso, prima ancora di uscire, in due a sudare: tu e un bambino che piange.

Appena rientri, via subito cappellino e giubbino o tutone, già sulla porta. In un negozio caldo o sull’autobus togli il cappellino e apri tutto quello che si può aprire. Se dopo qualche minuto la nuca è ancora calda o umida, si toglie anche il golfino o il pile.

Il momento più difficile è quando il bambino si addormenta durante la passeggiata e il passeggino entra in casa così com’è, con il tutone ancora chiuso. La tentazione è lasciare tutto com’è pur di salvare il sonnellino. Apri comunque il tutone, togli il cappellino e scosta la copertina, anche a costo di svegliarlo: così coperto, in una stanza riscaldata, un bambino si surriscalda in fretta.

Neonato nel passeggino: quanto coprirlo?

La tabella segue la temperatura percepita di oggi. D’inverno la riga si allunga, ma la maggior parte di quello che si aggiunge va su piedi, mani e testa, non sul petto.

Cerca la temperatura percepita di oggi e metti quello che indica la sua riga.

Le domande dei genitori

Quanti strati deve avere il bambino?

Di solito: come ti vestiresti tu per restare lì senza muoverti, più uno strato leggero. Nella guida su quanti strati mettere al bambino trovi cosa conta come strato e quando la regola cambia.

Il body va messo sempre sotto?

Quando fa fresco sì: è la base sotto magliette, pantaloni, tutine e golfini. In una giornata calda il body da solo è tutto il vestito, senza niente sopra. Sotto una tutina calda di pile, o in una stanza calda, molti genitori non lo mettono, perché le due cose insieme possono far sudare il bambino.

Body e tutina: che differenza c’è?

Il body è una maglietta che si chiude con gli automatici sotto il pannolino, ed è il primo strato più comune. La tutina, che qualcuno chiama anche pigiamino, ha le gambe lunghe e di solito i piedini, e si mette da sola oppure sopra il body.

Come vestirlo a strati per la nanna?

Di notte decide la temperatura della stanza, e il sacco nanna conta come uno strato. Quasi tutte le notti basta un body o una tutina dentro un sacco nanna adatto alla stanza. Se la stanza è più fresca, metti più vestiti sotto il sacco o scegli un sacco più caldo, ma mai due sacchi uno sopra l’altro: l’aria che resta tra i due li rende più caldi della somma dei loro TOG.

Il neonato va coperto di più?

Un po’ sì. Nei primi 3 mesi il bambino non sa ancora regolare bene la temperatura del corpo, quindi i vestiti del neonato vanno un gradino più caldi di quelli di un bambino più grande, nella stessa giornata.

Il sacco per passeggino conta come strato esterno?

Sì, dalla vita in giù. Un sacco per passeggino antivento fa il lavoro dello strato esterno sulle gambe: sotto bastano pantaloni normali e calzini, senza tutone. La parte di sopra ha comunque bisogno del suo strato caldo e del giubbino, perché braccia e petto restano all’aria.

Il parapioggia può sostituire il giubbino?

No. Tiene l’acqua lontana dal passeggino ma non scalda, quindi sotto il bambino resta vestito per la temperatura percepita. Va messo mentre piove e tolto appena smette, perché trattiene calore e aria umida.

Il costume di Carnevale conta come strato?

Sì. Un costume di peluche, da orsetto o da leoncino, è uno strato caldo: sotto basta il body, e alla festa al chiuso si toglie. Un costume sottile va sopra il solito strato caldo, e fuori al freddo, alla sfilata o la sera, sopra ci vuole un giubbino o la copertina del passeggino.

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